I Monumenti di Ostuni

Pittoresca e tutta da scoprire è Ostuni, la Città bianca. Rinomata meta turistica, vanta un borgo medievale meraviglioso, ricco di stradine. Tra i bianchi vicoli del paese e’ facile intuire perche’ viene chiamata “la Citta’ Bianca” : ogni casa è dipinta di bianco con pittura a calce.
Rinomato centro turistico, dal 1994 al 2017 ha ricevuto la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti, divenendo la città con il mare più pulito d’Italia. Nel 2005, inoltre, la Regione Puglia ha riconosciuto il comune come “località turistica”. Sono diversi i monumenti di Ostuni che è possibile visitare.

Palazzo Vescovile e la Loggia

Nella piazza, ai due lati della Cattedrale, si trovano il palazzo Vescovile e il palazzo del Seminario uniti da elegante loggia ad arco (1759) sul cui fastigio è poggiato un putto alato (originariamente erano due). Completamente restaurato in stile rococò nel corso del ‘700, l’edificio è unito all’adiacente Palazzo del Seminario dalla Loggia ad arco costruita nel 1759, sormontata da un putto alato (anche se in origine erano due).

L’attuale edificio fu ricostruito nel 1743 su di un precedente edificio costruito nel 1560 e distrutto durante un terremoto del 1743. Dell’edificio attuale fanno parte i sotterranei, anticamente usati come prigioni, l’attuale prospetto con il portone di ingresso su cui campeggia lo stemma della regina Isabella D’Aragona. Nel palazzo Vescovile giacciono i resti del castello costruito nel 1148 e demolito nel 1559.

Sulla verticale del portone di ingresso del Palazzo, adiacente al sagrato della cattedrale, è visibile, anche se molto eroso, uno stemma araldico con le arme degli Sforza di Milano e degli Aragonesi di Napoli con un’iscrizione incisa su un filatterio. Su di esso si legge un motto latino tratto dal libro biblico dei Salmi: “CUM UMBRA ALARUM TUARUM PROTEGE NOS” (Sotto l’ombra delle tue ali proteggici). L’invocazione è rivolta all’aquila, simbolo della famiglia degli Sforza.

Questo stemma è giustificato dal matrimonio che ci fu nel XV fra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona. Allora, sul sito occupato dal palazzo vescovile, esisteva un castello che fu abbattuto per lasciare posto al palazzo della regina. Questo, oltre ad ospitare i regnant, di diritto veniva usato anche dai vescovi che con il passare dei secoli se ne impossessarono come proprietà esclusiva.



Le Mura Difensive di Ostuni

Le mura di Ostuni, riedificate nel basso Medioevo dagli Angioini, tra il 1350 ed il 1356, con la tecnica della costruzione a “sacco” e successivamente ampliate verso Mezzogiorno dagli Aragonesi tra il 1487 ed il 1507, su progetti redatti da architetti venuti con Alfonso duca di Calabria, andarono in gran parte abbattute nel Settecento per volere dei sindaci e dei decurioni di quegli anni, impossibilitati a riparare i danni patiti dalle cortine e dalle torri, e finirono in gran parte inglobate in strutture private.

La lottizzazione delle mura permise l’aumento delle rendite pubbliche mediante la riscossione dei censi e i protocolli notarili testimoniano ampiamente l’accaduto: gli antichi amministratori annotavano nella “Platea” delle rendite universali tutti i “fondi di muraglia per edificar case” ceduti ai privati.


Palazzo Municipale di Ostuni

La Chiesa di San Francesco di Ostuni è un edificio di origine gotica, ma delle originarie forme trecentesche poco rimane, dal momento che nel ‘600 fu oggetto di un corposo restauro, che ha donato all’edificio le forme barocche odierne. La facciata venne progettata nel 1883 dall’architetto Gaetano Jurleo per adeguarla alle forme del Palazzo Comunale, anch’esso in piazza della Libertà.
Nella facciata della Chiesa di San Francesco sono fusi elementi architettonici medievali, barocchi e neoclassici. Nella porta di bronzo sono è rappresentata la vita di San Francesco, mentre sempre in facciata figurano le statue di San Francesco e Sant’Antonio.
La chiesa di San Francesco si sviluppa a navata unica; molto bello è il policromo altare maggiore. La facciata del monastero venne modificata nello stesso periodo di quella della chiesa, per conferire alla struttura un’omogeneità artistica. Gli ambienti dell’ex monastero si sviluppano su due piani; al primo piano erano presenti i locali dei frati, mentre al pianterreno erano gli spazi utilizzati da tutti i monaci.




La Colonna di Sant’Oronzo

Nel mese di maggio del 1997, a un anno dal restauro del chiostro, si procedette allo smontaggio dell’obelisco di sant’Oronzo ridotto in cattivo stato a causa degli agenti atmosferici. Anche i rocchi sottostanti il simulacro erano in pessime condizioni per l’erosione dei conci artistici. L’effige in pietra fu momentaneamente collocata lungo il braccio destro del chiostro dove furono sistemati i tronchi della statua di sant’Oronzo, in attesa del restauro. Il chiostro, convento dei francescani fino agli inizi dell’800, e la statua del santo, formarono così un duetto particolarmente interessante per riflettere sulle variegate forme di restauro a cui, da un po’ di tempo, si stava assistendo in Ostuni. Anche i putti che coronano l’obelisco, dopo il restauro sembravano quasi sorridere contenti e divertiti per quel ‘maquillage’ che, speriamo, durerà per molti anni. Dopo il minuzioso restauro durato circa un anno, statua e guglia, che in Ostuni vengono chiamate ‘la colonna di sant’Oronzo’, furono ricollocati al loro posto per essere nuovamente ammirati nella loro integrale bellezza.

La chiesa dello Spirito Santo

Alle spalle della guglia, sulla destra, all’inizio di Via Roma, quindi fuori dall’antica cinta muraria, sorge la piccola chiesetta dedicata allo Spirito Santo. Il portale è un autentico gioiello della scultura decorativa rinascimentale, difatti è dichiarato monumento nazionale. I bassorilievi della lunetta sul portale raffigurano la Dormitio Virginis. La Vergine è distesa sul letto ed è circondata dai dodici Apostoli che devotamente pregano aspettando gli angeli che accompagneranno l’ascesa della Madonna verso l’Eterno.

Il riquadro soprastante, ossia il timpano a forma triangolare, simbolo dello Spirito Divino, presenta al centro, la Madonna circondata da tanti piccoli volti. Agli angoli si svolge l’Annunciazione, sullo spigolo a sinistra c’è l’angelo con il giglio in mano mentre su quello opposto c’è la Madonna inginocchiata, in segno di ringraziamento. Oltre alla raffigurazione scultorea, quello che rende magnifico il portale è tutta una serie di motivi floreali e decorativi che avvolgono ogni dettaglio.

Le due lesene laterali chiudono il prospetto facciale terminando in alto con un timpano spezzato. Il millesimo “1637” che si legge sulla cuspide della facciata fa riferimento alla conclusione dei lavori voluti all’inizio del XVII secolo dal vescovo Vincenzo Meligne, che fa apporre la sua arme araldica.

L’interno non conserva tracce dell’originaria struttura seicentesca, anche perché nel Novecento è stata soggetta a due restauri che hanno rivestito la chiesa con marmo pregiato celando forse antiche tracce.

Tra le opere conservate all’interno c’è la bellissima tela di Jacopo da San Vito raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Gioacchino, Anna ed Elisabetta. In una nicchia si conserva la statua lignea seicentesca di sant’Oronzo e in un’altra nicchia campeggia la statua vestita della Madonna del Buon Consiglio.



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Ostuni tra Olivi e Mare

Ostuni vanta nel suo comprensorio alcune delle più belle masserie pugliesi che oggi non sono soltanto reperti del passato, ma si sono trasformate in aziende, unendo le produzioni biologiche di olio extravergine di oliva al turismo attento e consapevole a contatto con la natura.

Dunque con questa parte dedicata alla fitta trama di insediamenti rurali che punteggiano e caratterizzano le campagne intorno alla Città Bianca, concludiamo la serie dedicata a quel triangolo d’oro compreso tra le province di Bari e Brindisi.

Esempi luminosi sono la Masseria Carparelli e l’Antica Masseria Brancati, entrambe comprese nel Parco delle Dune Costiere nell’area tra la Piana degli Ulivi Millenari e il mare.

Nella prima, attraverso tre distinti fabbricati possiamo leggere la storia di queste terre dal 1400 sino ai giorni nostri. Il primo nucleo, infatti, che presenta forme lineari e asciutte, risale al XV secolo e fu fatto edificare probabilmente dalla famiglia degli Zevallos, mentre l’agglomerato successivamente addossato mostra vezzoso linee estetiche barocche innestate su un’alta torre di avvistamento con caditoie e scala di accesso, che richiamano alla memoria sia le storie di pirati e briganti che i fasti della borghesia del ‘700 e dell’800 che trasferì in campagna gli stili in voga nel tempo.

L’olio di oliva viene ottenuto mediante estrazione a freddo con macine in pietra e spremitura dolce per preservarne le proprietà organolettiche ed esaltarne le qualità gustativo-olfattive che abbiamo potuto direttamente apprezzare durante la degustazione a cura del produttore nonché proprietario della masseria, Corrado Rodio, geloso custode dell’enorme patrimonio che si estende oltre le alte e bianche mura: mille olivi di cui 800 censiti come monumento nazionale. Facendoci assaggiare il liquido color dell’oro prodotto da queste piante meravigliose ci spiega che un oliveto per essere definito monumentale deve avere almeno il 60% di alberi con un diametro del tronco pari o superiore al metro. In più devono presentare un portamento particolare e vantare un valore storico-antropologico accertato attraverso documenti storici, come gli scritti di Columella in cui accennava a un luogo vicino Brindisi, dove si coltivava la “salentina”, riconducibile all’ogliarola del Salento.

Qui protagonisti assoluti, a pari merito, sono l’oliveto monumentale e la masseria fortificata, una delle più antiche di Puglia. Passeggiando tra gli alberi scultura dalle forme ammalianti è facile essere indotti al gioco spontaneo dell’associazione della forma dei contorti tronchi degli ulivi a una immagine mentale, processo psichico chiamato pareidolia.

La masseria, chiaro esempio di struttura fortificata, conserva intatte tutte le testimonianze della storia locale, dai Messapi a oggi. La visita guidata comincia nell’oliveto monumentale e continua nel frantoio Ipogeo in cui l’elemento più antico è una larga base di pressa, presumibilmente di epoca messapica.

Per volontà di Don Domenico Rodio, antenato dell’attuale proprietario, alla fine del XIX secolo, il vecchio frantoio fu trasformato in ovile e nel 1880 fu costruito un nuovo frantoio epigeo, con una vasca a tre macine, olivario, stalla e una stanza destinata ad alloggio per gli operai, che attualmente ospita un piccolo Museo della Civiltà contadina e frantoiana.

Il corpo principale della masseria è la torre d’avvistamento cinquecentesca che poi fu inglobata nella residenza padronale, difesa da alte mura perimetrali con camminamento, che ancora oggi cingono in parte l’ampio cortile interno.

Nella parte retrostante, c’è una piccola bomboniera, la chiesetta costruita nel 1768 dalla famiglia Piscopo, il cui stemma gentilizio è posto al centro dell’altare in stile rococò dedicato alla Madonna dell’Addolorata e ai due Santi Oronzo e Biagio.

Visitare queste masserie è un obbligo per chi viene da queste parti, perché raccontano meglio delle pagine di un libro la storia di questa terra fertile e generosa. Lo hanno ben compreso Alberto Angela e Davide Rampello che all’Antica Masseria Brancati hanno dedicato una puntata dei loro seguitissimi programmi.

 

La casa vacanze Palazzo Rodio si trova a pochi chilometri da queste Masserie, che rappresentano la storia e la tradizione della Regione Puglia.

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Fonte: Città Meridiane

La mostra di Picasso ad Ostuni

Che cosa spinge uno dei più influenti e rivoluzionari pittori di tutta la storia dell’arte, Pablo Picasso, a toccare le coste pugliesi? Probabilmente il mare e il sole di questa terra, che tanto somiglia alla sua Spagna, e che accoglierà, dal 24 aprile al 4 novembre 2018, una mostra imperdibile dedicata al genio dell’artista catalano.

Si intitola «Picasso. L’altra metà del cielo» il progetto espositivo che interesserà tre luoghi storici della Puglia: Palazzo Ducale a Martina Franca, Palazzo Tanzarella ad Ostuni ed il castello di Mesagne: un percorso unico che abbraccia sotto il cappello del barocco pugliese tre importanti località del Tacco d’Italia.

LE DONNE DI PICASSO

Protagoniste delle opere, le donne che hanno amato l’artista, raccontate in 3 olii, 159 grafiche, 35 ceramiche e un disegno del genio spagnolo, un acquerello dell’artista e compagna di vita Dora Maar e 19 grafiche di un’altra donna che ha accompagnato la sua vita: Françoise Gilot. A completare il ritratto di Picasso saranno 80 fotografie a firma di Edward Quinn (il fotografo irlandese che fu legato all’artista da una profonda amicizia), 8 foto di Robert Capa e 3 della Gilot.

PUGLIA ON THE ROAD

Raro esempio di allestimento diffuso, il progetto è stato accolto sin da subito con fervore ed entusiasmo da parte degli amministratori di Martina Franca, Ostuni e Mesagne che hanno messo a disposizione i loro luoghi più rappresentativi. In queste cittadine, infatti, grazie all’implementazione del collettivo «Puglia Walking Art», verranno realizzati diversi pacchetti esperienziali volti a valorizzare i beni e musei del territorio, attraverso passeggiate a piedi o in bicicletta in percorsi che incrociano le tre località pugliesi.

UNA VETRINA INTERNAZIONALE

Attraverso la partnership con Federalberghi Puglia e Federalberghi Brindisi, alla rete di relazioni costruita dall’Associazione Culturale “Metamorfosi” e dal Consorzio di operatori turistici pugliesi “Welcome in Puglia” e in virtù della collaborazione con i principali tour operator e le compagnie crocieristiche che approdano nei porti di Bari e Brindisi, la mostra non può che assumere un carattere internazionale.

Sono attesi, infatti, numerosi turisti, appassionati d’arti e semplici curiosi da diversi Paesi, trepidanti di ammirare questa esposizione, curata dal Prof. Francesco Gallo Mazzeo, Docente all’Accademia di Belle Arti di via Ripetta a Roma, che esporterà il nome e la bellezza della Puglia in tutto il mondo.

Anche Palazzo Rodio parteciperà a questo evento turistico, e vi invita a vedere questa mostra unica nel suo genere.  La mostra di Picasso ad Ostuni «Picasso. L’altra metà del cielo» , si trova 500 metri dalla nostra casa vacanze.

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Fonte: Puglia.com

La Passione di Cristo nei vicoli di Ostuni

La città bianca mette in scena “Passione”, spettacolo e fede si incontrano ad Ostuni.

La Passione di Cristo nei vicoli di Ostuni

Anche quest’anno, ad Ostuni grande attesa per “Passione”, la manifestazione che ricostruisce e rappresenta gli ultimi momenti della vita di Cristo. La quarta edizione si terrà il 25 e 26 marzo. Si tratta di un evento dal titolo “Opera Paese” a carattere culturale che restituisce luce e vitalità alle antiche tradizioni popolari della Città bianca. L’iniziativa si svolgerà in due spettacoli che trasformeranno il centro storico in un meraviglioso teatro a cielo aperto; proprio dal nome della manifestazione si percepisce la presenza della comunità ostunese nella rappresentazione. Tutta la cittadina è unita intorno ad un racconto che descrive le radici e le identità della stessa. A far da cornice alla rappresentazione, i gruppi folkloristici, le associazioni teatrali, i teatranti, musicisti, coristi e maestri bandisti, fusi insieme dall’Associazione culturale “Terra”, che ha dato vita al progetto. La direzione artistica è affidata allo scrittore e sceneggiatore Pietrangelo Buttafuoco ed al maestro Mario Incudine. È stato proprio quest’ultimo a proporre la realizzazione della sinfonia unica di Passione: “il suono di Ostuni”, composta da voci e strumenti musicali, melodie e armonie, ritmi e colori. A partire da Piazza Libertà, si snoderà la rappresentazione teatrale itinerante che rievoca il percorso fatto da Gesù sulla via verso il Golgòta. Nei giorni precedenti la rappresentazione, i residenti del rione antico saranno complici degli organizzatori dell’evento mettendo a disposizione finestre, terrazze e balconi per realizzare una scenografia semplice e non invasiva che cattura completamento l’occhio e il cuore per tutta la durata dello spettacolo.

Se volete assistere questa stupenda manifestazione, potrete farlo direttamente dalla casa vacanze Palazzo Rodio. Venite ad assistere a questo evento stupendo all’interno delle mura bianche di Ostuni.

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Fonte: Eventioggi.eu

Le Grotte di Castellana

Oggi vogliamo parlavi di un’altra bellezza della Regione Puglia che si trova a pochi km dalla casa vacanze Ostuni Palazzo Rodio.  La destinazione che vi proponiamo oggi ve la consigliamo di effettuarla di Domenica, dopo aver fatto colazione nei vicoli storici bianchi di Ostuni. Con quasi un ora di macchina avrete la possibilità di raggiungere le grotte di Castellana, uno dei luoghi custoditi gelosamente nel territorio della ricca Puglia, questo complesso di cavità sotterranee si dona piacevolmente a visitatori sensibili, rivelando la sua ricchezza a livello naturalistico per un viaggio di vero ed intenso piacere, per gli occhi e per l’anima.

 

La Grave trova origine probabilmente nel Cretaceo superiore, circa 100 milioni di anni fa, quando la nostra regione era sommersa da un mare antico in cui vivevano molluschi e vegetali. I gusci di questi animali, poi depositati sul fondo del mare, hanno dato vita ad un cumulo di fango e sabbia, poi compresso e divenuto la base calcarea spessa, vari chilometri. Il successivo innalzamento delle terre ha fatto emergere questa base, in cui si sono create fratture, nelle quali l’acqua fluviale con le intense precipitazioni, ha formato una falda acquifera sotterranea che ne ha sciolto il calcare, creando piccoli condotti e portando allo straordinario panorama che ora abbiamo il privilegio di poter osservare.

Furono tutti vani gli iniziali tentativi d’esplorazione nella grave, innanzitutto per le difficoltà di addentrarsi, senza mezzi adeguati, a quasi 70 metri di profondità, e in secondo luogo per le leggende e l’alone di mistero che circondava il luogo. A lungo si ritenne che le grotte fossero la bocca dell’Inferno: dalla grave provenivano spesso voci e lamenti (poi ricondotti agli animali feriti accidentalmente caduti all’interno) e si vedevano fiammelle e fuochi fatui (dovuti allo scarico in questo luogo di rifiuti ed immondizia). Solo Anelli riuscì, non con poche difficoltà, ad addentrarsi nella Grave il 23 gennaio del 1938.

Ma questo luogo sembra preservare ancora altre possibili scoperte, sono diverse infatti le cavità lungo le quali non si è proseguito con lo scavo, anche per preservare l’ambiente ed evitare frane e crolli. Le rocce calcaree delle grotte, costituite essenzialmente da carbonato di calcio, del genere calcare di Altamura, offrono uno scenario di grande fascino, con stalattiti, stalagmiti, cortine che sembrano ali d’angelo, cristalli e alcune speciali stalattiti eccentriche controcorrente, che si sviluppano quasi violando la legge di gravità. Vi consigliamo di prediligere il percorso più lungo per visitarle, quelli di 3 km, in cui avrete la possibilità di esplorare voragini e caverne a cui sono stati dati nomi mitologici e fantastici.

Dalla grotta Nera a quella della Lupa, dalla Calza della Ballerina, alla Civetta, sino ad arrivare al Precipizio ed al Piccolo Paradiso, il Corridoio del Deserto, con il Grand Canyon sotterraneo, porta per un lungo percorso sino al Laghetto di Cristalli, per arrivare sino alla spettacolare Grotta Bianca, dove alla luce splendente del bianco candido di stalattiti e stalagmiti, ci si rende conto di quanto infinita possa essere l’esistenza del mondo e di quanto al cospetto, le nostre vite umane non siano che un brevissimo passaggio nel mistero dell’immensità dell’universo.

 

Le Grotte di Castellana si trovano a 56 km dal Palazzo Rodio di Ostuni e sono una delle bellezze della Regione Puglia. Per maggiori informazioni potete contattare noi o visitare il sito delle grotte: http://www.grottedicastellana.it

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Fonte: https://www.puglia.com/grotte-castellana/

Il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere

La Puglia è una delle regioni più complete per quanto riguarda il turismo, dalle città storiche da visitare fino alle attività più giovanili.  Oggi vogliamo parlarvi di un’area verde che si trova a pochi passi da Ostuni (13 Km), il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere.

Il Parco con i suoi numerosi habitat naturali, gli estesi seminativi, protagonisti di progetti di tutela delle colture con metodi biologici, gli oliveti secolari; la via Traiana, i siti archeologici e di rilevanza storico-culturale, le masserie storiche e i frantoi ipogei, le lame, gli insediamenti rupestri, le strutture ricettive e le aziende produttive a Marchio del Parco, i centri abitati: un territorio complesso e ricco di valori da salvaguardare e promuovere, un’area in cui il Parco Naturale Regionale delle  Dune Costiere, tra i più interessanti del Sud Italia, svolge un ruolo di tutela ambientale e sviluppo economico sostenibile di particolare rilevanza.

Il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere si estende nei territori di Ostuni e Fasano, da Torre Canne a Torre San Leonardo su circa 1.100 ettari, circa 9 km di costa e si inoltra verso la piana degli ulivi secolari. Nel Parco sono presenti numerosi habitat di interesse naturalistico, dai lunghi cordoni dunali coperti da rara vegetazione a ginepro (con alcuni esemplari monumentali di 500-600 anni) si passa agli stagni retrodunali, ambienti a salicornieto e giuncheto (classificati come habitat di interesse comunitario), che ospitano numerosi uccelli migratori e che rivestono un ruolo importante per la riproduzione o la sosta di rare specie di uccelli migratori principalmente acquatici, che transitano sull’Adriatico. Nei fondali sabbiosi, a partire dai 10-12 metri di profondità, si estendono le praterie di Posidonia oceanica, una pianta marina presente solo nel Mediterraneo, paragonabile, per moltissime funzioni, alle foreste tropicali. La sua presenza è indice di ottima qualità e pulizia delle acque.


Dagli stagni retrodunali, attraverso una serie di sentieri, si giunge alle dune fossili con vegetazione pseudo-steppica e splendide fioriture di orchidee selvatiche e alle aree agricole dell’entroterra interessate dalla presenza di oliveti monumentali plurisecolari, molti dei quali hanno la stessa età della via Traiana, importante via romana di comunicazione, risalente al 109 d.C. Questa strada attraversa tutta la piana olivetata dall’antica Egnazia nel territorio di Fasano fino ad Ostuni e procede in direzione Brindisi fino a raggiungere le colonne romane dell’antico porto.
L’area è fruibile attraverso un sistema di sentieri e passarelle sospese tra gli stagni ed i bacini di antichi impianti di acquacoltura, tra questi Fiume Tavernese, Fiume Piccolo, Fiume Grande e Fiume Morelli. Fiume Morelli rappresenta un sistema di stagni costieri retrodunali di grande interesse. L’ area è attrezzata con ponticelli, panchine e sentieri da cui è possibile visitare l’area in sicurezza. Da un capanno di osservazione si possono osservare le diverse specie di uccelli migratori in sosta e, dai sentieri, ammirare il sistema delle dune sabbiose lungo la costa attraversando spiagge di rara bellezza.
Nell’area del Parco la coltivazione dell’ulivo ha origini remote, come attestano le cosiddette “piantate” plurisecolari (appezzamenti terrieri interessati dalla monocoltura dell’ulivo), che contraddistinguono un paesaggio agrario che per le sue peculiarità non è riscontrabile in altre parti del mondo. L’uliveto storico rappresenta un ambiente seminaturale, rimasto intatto da secoli. Coltivato in maniera estensiva, presenta 50-60 piante ad ettaro, disposte in maniera casuale secondo l’originaria posizione dell’olivastro, specie spontanea della macchia mediterranea preesistente, poi innestata per ottenere l’ulivo sativo. Anche la fitta rete di muretti a secco fa parte del paesaggio seminaturale. Essi sono spesso accompagnati dagli ultimi lembi di macchia mediterranea e da querce che anticamente popolavano la piana degli olivi secolari.


Gli estesi uliveti rendevano necessaria la lavorazione in sito, che avveniva all’interno dei numerosi frantoi ipogei scavati nel sottosuolo. Tanti sono i frantoi ipogei ricavati nelle cavità naturali modellate dall’uomo posti ai lati dell’antica via Traiana. Molti sono di origine romana, spesso ammodernati in epoca medievale. Hanno continuato a lavorare fino a metà ‘800 quando sono stati sostituiti da quelli epigei più funzionali e produttivi. Solo nell’agro di Ostuni sono stati censiti più di 100 frantoi ipogei. La vicinanza a questa antica via consentiva il trasporto dell’ ”oro liquido” verso i porti commerciali del Salento, e ciò spiega come mai lungo il suo percorso siano disseminati tanti frantoi. Molte di questi sono stati riportati alla luce, ritrovando così l’antico splendore, e sono attualmente visitabili. Molti di essi si trovano in corrispondenza di masserie fortificate realizzate dal XVI sec. allo scopo di presidiarli.
In passato il termine masseria indicava un insieme di fondi rustici, legati ad un unico proprietario, non necessariamente dotato di corpi di fabbrica. Dopo il ’600 la masseria comincia ad essere non solo un centro di produzione ma anche un insediamento abitativo. Anche se di piccole dimensioni, era un nucleo autosufficiente. Solitamente la masseria, insieme alle sue terre coltivate e a pascoli, è recintata da muretti a secco; al suo interno sono spesso presenti una corte, pozzi, stalla, ovile e jazzo, depositi per le derrate, palmenti, aia lastricata per “battere” il grano, vasche in pietra per l’abbeveraggio del bestiame, il forno, l’agrumeto, la mezzana per il pascolo di equini e bovini, e spesso la chiesetta.
Gran parte delle masserie sorgono in corrispondenza delle lame (antichi fiumi fossili, a carattere torrentizio) dove, lungo gli spalti rocciosi, furono realizzati frantoi ipogei, ovili e jazzi. Questi territori, caratterizzati dalla presenza di uliveti millenari, costituiscono uno dei paesaggi culturali tra più antichi del Mediterraneo, simbolo indiscusso della Puglia. La via Traiana può essere considerata “il filo conduttore” di questo paesaggio, dato che una grande quantità di queste testimonianze storico-culturali si è sviluppata nei secoli lungo il suo percorso: insediamenti rupestri, frantoi ipogei romani e medievali, un sistema di masserie storiche seicentesche, insediamenti rupestri bizantini con i numerosi luoghi di culto, ma anche muretti a secco e terrazzamenti, tutti determinanti nel modellare questo paesaggio.

Anche le lame caratterizzano fortemente questo territorio. Fiumi fossili originati dall’azione erosiva delle acque meteoriche che scorrono dalle pendici delle Murge al mare all’interno. Sono caratterizzati da una lussureggiante vegetazione spontanea che offre rifugio a numerose specie animali: veri e propri scrigni di biodiversità. Lungo le pareti delle lame sono presenti grotte che rappresentano i più antichi luoghi di frequentazione umana di questa parte della Puglia. Qui l’uomo ha lasciato numerose testimonianze, come luoghi di culto riccamente affrescati, abitazioni, luoghi di trasformazione dell’olio e di ricovero di animali, veri e propri villaggi rupestri.
Nell’area del Parco Dune Costiere è presente anche un monumento della civiltà megalitica, un enorme costruzione in pietra risalente all’età del bronzo del II millennio a.C.: il Dolmen di Montalbano. Antica testimonianza della presenza di popolazioni che hanno portato alla realizzazione di dolmen in tutta Europa sebbene con una concentrazione maggiore solo in alcune regione come la Puglia e la Sardegna. Vengono anche definiti come tombe a tumulo in quanto inizialmente erano ricoperte di terriccio e pietrame che gradualmente si è eroso con il tempo.
                                                                               
Se siete interessati a visitare Il Parco Dune Costiere,  veniteci a trovare ad Ostuni. Averte la possibilità di visitare la città bianca e a pochi passa scoprire le più belle spiagge delle Puglia.

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Puglia: città, cibi e hotel migliori della regione

Oltre alle affollate zone calde della Puglia, ci sono riserve naturali, caverne, quartieri medievali e diverse centinaia di miglia di costa da godere, per non parlare delle attrazioni principali della regione: il cibo fantastico.

Per secoli gli eserciti scatenati usarono questo tacco d’Italia come una comoda autostrada in rotta verso raccolte più ricche più lontane. Al giorno d’oggi, i turisti trattano la maggior parte della regione più o meno allo stesso modo – toccando a malapena il terreno a Brindisi o Bari prima di dirigersi a sud verso il Salento di nuova tendenza, punta estrema del sud della Puglia.

La Puglia è una profusione di città medievali in cima a una collina, oliveti, una costa costellata di città interessanti, oliveti, menu del ristorante pieni di specialità locali, due parchi nazionali, vigneti, ancora più oliveti e abbastanza castelli, cattedrali e palazzi per intrattenere anche il più esigente appassionato di storia. Oh, e la più grande colonia europea di fenicotteri rosa.

Gli altipiani si trovano nel promontorio del Gargano a nord-est e nel parco nazionale dell’Alta Murgia a ovest, mentre il resto della regione è più piatto, spesso butterato da piccole colline sormontate da un insediamento di qualche tipo. Ci sono diverse centinaia di miglia di costa adriatica a est, una parte del Mar Ionio a sud, e una coppia di grandi laghi ricchi di fauna selvatica nel nord (Varano e Lesina), che sono separati dal mare da basse colline e dune di sabbia.

Dal momento che la Puglia è fondamentalmente la forma di una mazza da hockey rovesciata, trovare un modo per vedere tutto questo è un affare senza complicazioni. Abbraccia la costa da Vieste a nord-est a Brindisi a sud, prima di addentrarti nell’entroterra per imboccare la città bianca. Quindi dirigiti a ovest verso l’Alta Murgia, a nord verso la misteriosa collina di Castel del Monte per ammirare uno dei suoi meravigliosi tramonti, a ovest verso Foggia e poi di nuovo verso il Gargano per completare il circuito.

In alternativa, prendi il treno – la linea principale passa per Foggia prima di dirigersi verso la costa – per visitare Trani, Bari, Polignano a Mare e Brindisi. Le diramazioni che attraversano la regione sono ideali per gite di un giorno poco costose in luoghi come Altamura, Gioia del Colle o le città bianche.

Cosa guardare in Puglia

E ‘un peccato che il primo assaggio di molti visitatori della Puglia sia il caos disordinato di autostrade e unità industriali intorno all’aeroporto di Bari. La città di Bari ha i suoi momenti – le strette vie acciottolate del centro storico vicino alla Basilica di San Nicola e il Castello Svevo (Castello Svevo del XII secolo) meritano una passeggiata e puoi assaggiare la ciambotta, lo stufato locale a base di pesce – ma la città portuale è piuttosto a terra. Almeno Brindisi, l’altra porta della regione, si è fatta strada negli ultimi anni. Grandi arterie di pietra sbiancate fiancheggiate da alte palme piene di negozietti e luoghi allettanti da mangiare.

Guarda sul muro di ogni ristorante della regione e ci sono buone possibilità di vedere una foto del figlio prediletto della Puglia, Padre Pio, morto nel 1968 ma canonizzato 34 anni dopo. Disteso nell’abito marrone dei frati cappuccini, il gentile San Pio osserva benignamente i fedeli. Sulla penisola del Gargano, la stupefacente, nuova chiesa a forma di conchiglia costruita da Renzo Piano a San Giovanni Rotondo, dove lavorava Pio, è già una calamita per i pellegrini.

Quasi altrettanto numerosi degli avvistamenti di San Pio sono i trulli pugliesi. Molto più abbondanti nella Valle d’Itria, appena a nord-ovest del Salento, queste piccole abitazioni in pietra a forma di alveare conferiscono al paesaggio l’aspetto di essere stati disseminati di coni gelato rovesciati. Mentre la maggior parte può essere vista in mezzo ad appezzamenti di ulivi secolari realizzati attraverso decenni di potature giudiziose – la città di Alberobello vanta 1.400 trulli in un labirinto di strade strette. L’antico insediamento è così ben conservato che è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Alberobello è solo una delle città bianche della Valle d’Itria, ognuna sulla propria piccola collina che si innalza dalla pianura e ognuna guarda con aria di sfida il resto, come se i giorni dei piccoli feudi fossero ancora con noi. I quartieri storici bianchi di Cisternino, Martina Franca, Ceglie Messapica, Ostuni e Locorotondo meritano una visita e sono facilmente raggiungibili a piedi l’uno dall’altro, rendendo il tour medievale di una città in cima alla collina praticamente più obbligato se vi trovate nelle vicinanze.

Tutte queste città, tuttavia, sono rimpicciolite dalla roccaforte settentrionale di Foggia, dove le antiche chiese e i palazzi sono così numerosi da farti chiedere che cosa gli abitanti della città abbiano fatto al di là del venerare e viverlo.

In riva al mare c’è una buona combinazione di costa selvaggia e luoghi più vivaci. Tra questi ultimi c’è Trani, una città slow food (provate un moscato di trani, il vino da dessert locale) la cui pièce de résistance è una magnifica fortezza sveva e una cattedrale romanica.

Tuttavia, chiedi ai locali qual è la loro località balneare preferita e sentirai un nome più e più volte: Polignano a Mare. A circa 20 miglia a sud-est di Bari, Polignano ha un quartiere medievale compatto che potrebbe essere stato progettato espressamente per gli amanti di indolenti amuleti pre-prandiali. La piccola città si spinge fino al limite delle falesie calcaree scavate da grotte scavate dal morso incessante e mordente dell’Adriatico, mentre la sua piccola e graziosa spiaggia da cartolina potrebbe essere una baia della Cornovaglia, se non fosse per la terrazza di edifici venerabili.

A nord, lungo la costa, si trova la riserva naturale Sentiero Airone, che ospita i fenicotteri rosa. La riserva è stretta tra la foresta e le cime del parco nazionale del Gargano, che si estende sull’omonima penisola settentrionale, e il parco nazionale dell’Alta Murgia, un altopiano calcareo in cui, in una particolare grotta, si trovano 30.000 impronte di dinosauri.

Non è nemmeno la caratteristica sotterranea più sorprendente della regione. Castellana Grotte (circa 12 miglia a sud-ovest di Polignano a Mare) è un labirinto di cavalcate e caverne lungo due miglia – un diversivo particolarmente gradito in una calda giornata estiva.

Risalendo in superficie, mentre non esiste una classica pista ciclabile attraverso la regione, finora sono stati aperti sette chilometri della Ciclovia dell’Acquedotto, una pista ciclabile che attraversa la Valle d’Itria e che alla fine farà parte di un percorso di 155 miglia attraverso la Puglia . Gli escursionisti, nel frattempo, dovrebbero dirigersi verso il parco nazionale dell’Alta Murgia, dove le guardie guidano escursioni di un giorno portandovi in castelli e tombe preistoriche, falchi e doline.

Cosa mangiare in Puglia

 

L’attrazione principale della regione è il cibo. I Pugliesi prendono molto sul serio il loro cibo. Come ci si potrebbe aspettare, i piatti di pesce predominano, con il calamaro come ingrediente preferito, ma c’è anche una miriade di specialità locali. L’abitato di Altamura produce pane apprezzato in tutta Italia. Viene cotto in forni di legno per una ricetta immutata dal Medioevo. Gioia del Colle è il posto dove andare se vuoi provare la mozzarella e la burrata; mentre nella Murgia abbondano i funghi cardoncello e i lampascioni. E ovunque tu sia, puoi ordinare fave e cicoria, un piatto tradizionale contadino composto da un caldo pâté di fave mescolato con l’olio d’oliva locale e servito con cicoria amara. Lavato giù con una caraffa di un primitivo pugliese, naturalmente.

Dove alloggiare in Puglia

Ostuni, la città bianca,  geograficamente è in una posizione strategica che permette di visitare le bellezze che la Puglia offre. La casa vacanze Palazzo Rodio si trova nel centro di Ostuni. Grazie al parcheggio privato avrete la possibilità di lasciare la macchina e visitare Ostuni, la Città Bianca.

 

Vuoi visitare Ostuni?

Palazzo Rodio è un palazzo ottocentesco situato al centro di Ostuni. Dispone di appartamenti per nuclei di persone da 2 fino a 16 persone. Gli appartamenti sono dotati di i maggiori comfort moderni, come bagno e cucina.

Le spiagge più belle della Puglia

Con 17 Km di spiagge, in cui si alternano dune ricoperte di ginepri secolari, spiagge sabbiose, rocce, torre aragonesi di avvistamento e borghetti marinari, Ostuni offre un’ampia scelta di spiagge capaci di soddisfare anche i piu’ esigenti. La costa di Ostuni, insieme alle sue innumerevoli spiagge e cale incontaminate, vi permetterà di vivere una vacanza spettacolare sotto ogni punto di vista. Un consiglio che possiamo darvi è quello di prenotare con un certo anticipo perché queste spiagge sono sempre molto ricercate nei mesi estivi.L’amministrazione comunale di Ostuni ha individuato 2 bau beach pubbliche dove sono ammessi i nostri amici a 4 zampe. Questa spiagge non sono lontane dalla casa vacanze Ostuni Palazzo Rodio, soggiornando a palazzo avrete la possibilità di godervi le spiagge più belle della Puglia e la sera fare una passeggiata o partecipare agli eventi che la città di Ostuni ha da proporvi.

Lido Morelli (8 km da Ostuni)

Lido morelli si trova nella parte nord della costa del comune di Ostuni. È una lunga spiaggia, di circa 2 chilometri di sabbia fina incorniciata da dune e da una splendida macchia mediterranea. Situata nella parte nord a circa 8 chilometri da Ostuni è stata dichiarata riserva regionale naturale e come in quasi tutta la Puglia e’ bagnata da un mare tra i più limpidi d’Italia. Questa zona è stata, inoltre, dichiarata dalla Comunità Europea zona di Importanza Internazionale.

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Lido Monticelli (8 km da Ostuni)

Monticelli è un’insenatura che si affaccia sul mare di color cobalto. Sulla sua sinistra si ergono i ruderi di un villaggio murato appartenente all’Età del Bronzo. La spiaggia di Monticelli è una delle più rinomate della marina di Ostuni essendo formata da un tratto di sabbia fine. Ci sono anche tratti di rocce e scogli bassi ricoperti da vegetazione che scendono digradanti verso il mare cristallino. I suoi fondali non sono molto bassi e perciò la spiaggia è consigliata a chi è un esperto nuotatore.

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Rosa Marina (8 km da Ostuni)

Rosa marina è un villaggio costiero privato di bianche villette sparse su un vastissimo territorio. Il villaggio si estende su una vasta area con circa 2500 abitazioni, vialetti con tanto verde fino a giungere ad una spiaggia composta da sabbia fine e bianca. Lungo questa parte della costa si trovano delle bellissime spiagge accessibili dalla costa, sia dalla spiaggia del Pilone, situata a nord, sia da quella di Quarto di Monte, situata a sud del villaggio. Questa parte della costa è inserita nella zona protetta della Riserva Naturale delle Dune Costiere.

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Quarto di Monte (8 km da Ostuni)

Quarto di Monte è una piccola ed incantevole spiaggia, non lontano dal porto di Villanova, accessibile prendendo una piccola strada dal villaggio di Monticelli. Si tratta di una spiaggia ben conosciuta dalla gente del posto, perché durante le calde serate estive vi è un bar notturno per piacevoli serate vicino alla spiaggia.

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Pilone (6 km da Ostuni)

A Pilone troverete tantissime location eccezionali per ammirare le dune ricoperte da ginepri secolari e la macchia mediterranea dominata dalla Torre Aragonese. In base ai vostri desideri, potrete valutare di scegliere le spiagge di sabbia dura oppure quelle di scogli. Qui troverete anche lunghe passeggiate e un mare cristallino perfetto le immersioni.

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Costa Merlata (9 km da Ostuni)

Costa Merlata è così chiamata per la linea di costa estremamente frastagliata, a forma di ‘merlo’, con il mare che si insinua tra gli anfratti di una costa rocciosa formando singolari ed intime calette sabbiose circondate da vegetazione mediterranea. Una spiaggia più grande si trova dove sorge l’omonimo villaggio di Costa Merlata con servizi e un bar sulla spiaggia.

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Gorgognolo (11 km da Ostuni)

La zona di Gorgognolo è il posto ideale per chi ama il mare e vuole passeggiare tra gli scogli, assaporando il profumo di rosmarino selvatico. In questa zona sono presenti numerose piccole insenature caratterizzate da un paesaggio selvaggio. Una spiaggia libera e dedicata a chi vuole ammirare solo natura incontaminata.

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Lido Bosco Verde(8 km da Ostuni)

Lido Bosco Verde è un’altra zona piuttosto famosa e caratterizzata da una lunga spiaggia nascosta da alte dune ricoperte dalla macchia mediterranea. In questo caso, troverete un posto attrezzato e perfetto per gli appassionati di kitesurf.

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Torre Pozzella(9 km da Ostuni)

Torre Pozzella è costituita da diverse piccole insenature protette da scogli e circondate da vegetazione mediterranea. È una zona selvaggia ed intatta, di una bellezza incantevole. La zone è così chiamata per la presenza di una torre costruita nel XVI secolo e chiamata dalla popolazione locale “torre sgarrata”, in una zona ricca di numerozi pozzi di acqua piovana.

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Torre Guaceto(20 km da Ostuni)

Torre Guaceto è una zona protetta dal WWF, un pò lontano dai normali tragitti ma è certamente una incantevole area con una serie di insenature con spiaggia fine che non si può mancare di vedere.
La riserva naturale di Torre Guaceto è un’area protetta situata tra Ostuni e Brindisi, all’interno dei comuni di Carovigno e della stessa Brindisi.
È una riserva naturale di particolare bellezza ed importanza. All’interno di essa si trovano, infatti, diversi habitat e paesaggi tra i quali: una riserva marina con fondali sia rocciosi che sabbiosi; una zona umida e paludosa, abitata da anfibi ed uccelli; dune sabbiose; lunghe spiagge sabbiose.
Le zone umide, alimentate da pozze di acqua salmastra, sono una caratteristica importante di questa riserva. Lungo la costa si trovano distese sabbiose con dune che si sono formate nel tempo grazie all’azione del vento.
Il posto è cosi chiamato per la presenza di una torre, parte di una serie di torri esistenti lungo la costa, costruite nel XVI secolo dagli Aragonesi.
L’area naturale è divisa in tre zone che corrispondono a diversi tipi di protezione e specifiche caratteristiche naturali. La zona più importante, la zona A, è a protezione integrale dove sono possibili escursioni solo tramite autorizzazione. Le altre due zone, la B e la C, sono a protezione parziale.
A Torre Guaceto è possibile effettuare escursioni che permettono di scoprirne il territorio:
Trekking: Passeggiata della durata di 3 ore lungo un sentiero di bassa e media difficoltà. Disponibili anche escursioni più facili per bambini e non esperti. Solo il martedì, giovedì, sabato e domenica pomeriggio.
Cycling: Questa escursione ciclistica dura 3 ore lungo un sentiero fisso. Le bici possono essere affittate in sede. Disponibile il martedì e domenica.
Sea watching/snorkeling: Le escursioni di sea watching/snorkeling permettono di immergersi, con maschere e pinne, per ammirare il fondale protetto. È un’attività accessibile a tutti e dura 1 ora e 30 minuti circa, compreso periodo di preparazione. Tutto il necessario può essere affittato in sede ed è disponibile da giugno a settembre.

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SPIAGGE DOG FRIENDLY

Il divieto di condurre i cani al mare è un incubo per chi ama gli animali e possiede un amico peloso. L’amministrazione comunale di Ostuni ha individuato 2 bau beach pubbliche dove sono ammessi i nostri amici a 4 zampe. Situate a breve distanza l’una dall’altra, la prima si trova a Torre Pozzella ed è la quarta caletta dopo la Torre in direzione Bari, l’altra è in località Costa Merlata, nella terza caletta dopo il Camping “Costa Merlata”, in direzione Bari. L’ accesso alle bau beach è gratuito, si tratta di spiaggette libere, dove l’unico costo è quello del parcheggio a Torre Pozzelle se si opta per l’area di sosta a pagamento vicina alla quarta caletta. Se, invece, non si vuole pagare alcun ticket, esiste un’altra area di sosta gratuita nei pressi dell’ingresso in località Torre Pozzella, da dove si raggiunge a piedi la spiaggia dog friendly camminando per circa 10/15 minuti.
Oltre a queste 2 spiagge “free dog” individuate dal Comune di Ostuni, sempre in Puglia esistono altre 2 spiagge attrezzate per cani, e dotate di ogni confort e servizio non solo per il turista, ma anche per Fido.
Si tratta di Lido Santos a Savelletri (Fasano,BR) dove i cani possono fare il bagno da mattina a sera, possono accedere in ogni luogo, compreso il ristorante che offre cucina pugliese ed il bar. E’ disponibile assistenza veterinaria, toelettatura e lavaggio. Santos Baubeach è un’isola felice per tutti: gli ospiti pelosi entrano gratis, si paga 10 euro al giorno per l’ingresso ma è compreso nel prezzo il parcheggio, l’ombrellone e il lettino. Spostandosi in provincia di Lecce, c’è un’altra spiaggia gemella: la bau beach Soleluna a San Cataldo (Le) lungo la costa Adriatica.

Vacanze in Puglia, alla scoperta della regione bianca

E’ la luce la prima cosa che ti colpisce quando arrivi in Puglia. Una luce che, per intensità, mi ricorda quella della mia Sicilia. Qui è vibrante, amplificata dal bianco abbagliante dei borghi della Valle d’Itria e della Murgia dei Trulli e occhieggia tra i rami degli ulivi secolari. Da questi luoghi ho scelto di far partire il mio itinerario: un viaggio di 4 giorni, perfetto per un weekend lungo. Prima tappa Ostuni, per poi visitare Ceglie Messapica, Carovigno, Martina Franca, Locorotondo, Alberobello, Cisternino. Come sempre, non mi sono limitata a visitare i borghi e sono voluta entrare nel cuore produttivo del territorio visitando caseifici, biscottifici, salumifici, oleifici e, ovviamente, ristoranti e pizzerie gourmet. Per gli appassionati di buon cibo, la Puglia rappresenta oggi una meta obbligata. La sua cucina è a 360 gradi e propone grandi materie prime: dall’olio extravergine di oliva ai formaggi, dal pesce dell’Adriatico ai salumi, passando per una grande varietà di frutta e verdura. Sono molti, quindi, i souvenir enogastronomici che potrete portarvi a casa.

Visitare Ostuni

Ostuni, la città bianca, va ammirata da lontano, rannicchiata sul suo piccolo colle e tesa verso il cielo: il centro storico è un dedalo di strette vie e scalinate che portano da piazza della Libertà, dominata dalla chiesa convento di San Francesco, fino alla concattedrale di Santa Maria Assunta. Lungo la salita di Via Cattedrale non fatevi attirare dai tanti negozi che offrono cibo e souvenir e concentratevi sui palazzi che costeggiano la strada con i loro portali, gli stemmi delle famiglie di antica nobiltà e i balconi decorati, per aprire infine lo sguardo davanti alla cattedrale in stile romanico gotico fiorito. Alle vostre spalle troverete il meraviglioso arco degli Incalzi, voluto da Federico II di Svevia e risalente al 1230.

Secondo me, la cosa più bella da fare a Ostuni è perdersi nelle viuzze che disegnano cerchi concentrici attorno alla cattedrale. In effetti, guardando Ostuni dall’alto si nota la pianta a spirale di questa cittadina di origine medioevale. Armatevi di scarpe comode, perché le strade sono implacabilmente in salita o in discesa e, ovviamente, ci sono molti gradini. Le case, tutte dipinte con calce bianca, sono in parte ristrutturate e decorate con estrema cura, utilizzando fiori dai colori vivaci che spiccano nel biancore e porte dai toni sgargianti. Non cercate però solo il bello, a Ostuni, perché anche i vicoli con case umili e fatiscenti hanno un fascino che non le abbandona.

Dove mangiare ad Ostuni?

l ristorante Caffè Cavour nasce nel 1999: nasce come caffetteria e, piano piano, si trasforma in ristorante. E’ situato nei pressi di Piazza Libertà e si cena all’interno di un frantoio ipogeo con volte in pietra, molto ben ristrutturato e recuperato, arredato con gusto e con magnifiche ceramiche locali (che invidia): in tavola le specialità locali, soprattutto di pesce, reinterpretate dallo chef Fabrizio Nacci. Appassionato da sempre di cucina e autodidatta, Nacci propone una cucina genuina che punta alla freschezza degli ingredienti che lo chef sceglie personalmente. Tra gli antipasti, i ricci di mare crudi, i carciofi a bassa temperatura con tartufo nero, e il polpo con crema di rape e ricotta salata. Tra i primi, da non perdere le orecchiette con colatura di alici e battuto di olive, capperi, pinoli e noci; gli spaghetti al sugo di polpo con cipolle cremose; le orecchiette con pomodoro datterino giallo, capocollo di Martina Franca e peperone crusco. Tra i secondi, tanto pesce fresco ma anche lo stinco di agnello con patate e carote e altre preparazioni tipiche pugliesi. In sala, c’è la simpaticissima moglie dello chef, cortese e attenta. Buona la scelta dei vini regionali. I prezzi vanno dagli 8 euro degli antipasti ai 20 euro dei secondi. Il pesce fresco in menu è a 60 euro al chilogrammo.

Mi raccomando, non guardate solo verso l’alto a Ostuni e state attenti a dove mettete i piedi, perché sotto le vostre scarpe ci sono le chianche, un antico lastricato caratteristico di molte città pugliesi, che veniva utilizzato spesso per le pavimentazioni delle case, dei trulli e delle masserie. Fermatevi ad ammirare i bei portali sparsi per il paese, che spesso identificano case nobiliari, come anche le tante chiede: quella di San Giacomo, di Santa Maria del Carmine, di San Pietro, dello Spirito Santo, per lo più in stile barocco. C’è qualcosa che dovete fare se siete a Ostuni: uscite dal centro storico, spostatevi in campagna e ammiratela di notte. L’impressione è quella di un presepe silenzioso, vegliato da una cortina di ulivi secolari.

Dove dormire ad Ostuni?

Accanto alla Chiesa dei Cappuccini, non distante da Piazza della Libertà, c’è la casa vacanze Ostuni Palazzo Rodio, un edificio ottocentesco restituito a nuova vita dai proprietari, Teresa e Paolo, che mi hanno ospitata con quella generosità e familiarità che è propria del sud Italia. L’edificio, costruito nel 1852, è uno dei più interessanti esempi di architettura ottocentesca di Ostuni e appartiene alla famiglia Rodio da generazioni. Rimasto chiuso per anni dopo la scomparsa della mamma, ora è stato ristrutturato con cura, senza stravolgerne le sembianze. Quattro le camere, molto spaziose, per 12 posti letto complessivi: pavimenti originali, eleganti affreschi alle pareti e sui soffitti, arredi originali (tappeti persiani, tende in pizzo, oggetti di famiglia), con luminosi affacci su terrazze assolate e su un giardino di limoni. Ogni camera ha anche una cucina di pertinenza e bagni totalmente nuovi. Teresa è molto affezionata ai luoghi dove è cresciuta e vissuta e ha profuso in questa ristrutturazione una attenzione ai minimi dettagli: dai taralli artigianali con cui accoglie gli ospiti, fino ai saponi naturali provenienti da una piccola erboristeria locale. Teresa e Paolo, che vivono a Verona, continuano a sfruttare ogni momento per tornare a Ostuni e rifinire la struttura con tanti piccoli dettagli sempre più curati. I prezzi (per camera) vanno da 80 euro in bassa stagione ai 180 euro in altissima stagione.

Palazzo Rodio, costruito nel 1852, è uno dei più bei palazzi ottocenteschi di Ostuni, “murato da una sontuosa e sfarzosa facciata”, è circondato da un grande e silenzioso giardino coltivato a piante da fiore, agrumi, erbe aromatiche ed altri alberi da frutta, con una comoda area relax. Gli interni sono con alte volte a stella, le camere ampie (>20 mq), luminose ed ariose. Il salone principale ha la volta affrescata da una raffinata e delicata rappresentazione celestiale. Gli appartamenti, ricavati senza alterare la struttura originale del palazzo ma dotati di tutti i comfort e servizi e tutti con cucina, sono modulabili in base alle esigenze dei clienti.  La casa vacanze Ostuni Palazzo Rodio dispone inoltre di un ampio parcheggio con accesso diretto agli interni. Il palazzo è collocato nel centro della città, a pochi metri dal borgo antico e dalle vie dello shopping e dista circa 5 Km dal mare.

Visitare Ostuni, la Città Bianca

Pittoresca e tutta da scoprire è Ostuni, la Città bianca. Rinomata meta turistica, vanta un borgo medievale meraviglioso, ricco di stradine. Tra i bianchi vicoli del paese e’ facile intuire perche’ viene chiamata “la Citta’ Bianca” : ogni casa è dipinta di bianco con pittura a calce.
Rinomato centro turistico, dal 1994 al 2017 ha ricevuto la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti, divenendo la città con il mare più pulito d’Italia. Nel 2005, inoltre, la Regione Puglia ha riconosciuto il comune come “località turistica”.

Cosa Vedere ad Ostuni

Pittoresca e tutta da scoprire è Ostuni, la Città bianca. Rinomata meta turistica, vanta un borgo medievale meraviglioso, ricco di stradine. Tra i bianchi vicoli del paese e’ facile intuire perche’ viene chiamata “la Citta’ Bianca” : ogni casa è dipinta di bianco con pittura a calce.
Rinomato centro turistico, dal 1994 al 2017 ha ricevuto la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti, divenendo la città con il mare più pulito d’Italia. Nel 2005, inoltre, la Regione Puglia ha riconosciuto il comune come “località turistica”.

Nel XVII secolo la peste imperversò nella zona risparmiando Ostuni soprattutto per l’abitudine di imbiancare le  abitazioni con la calce che ha la proprietà di essere un disinfettante naturale. Una pratica tuttora rigorosamente rispettata dai residenti
Una passeggiata nella città vecchia, detta la “terra” per distinguerla dalla più recente “marina”, regala scorci pittoreschi tra vicoli, ripide scalinate, corti e piazzette su cui si affacciano case bianche impreziosite da gerani, botteghe artigiane, ristoranti tipici e negozietti.

Nelle calde serate salentine, le sue graziose piazzette acciottolate e i vicoli che cambiano colore  con luci aranciate sono sede della movida estiva, ricca di appuntamenti tra street-aperitif (poltrone a sacco disposte lungo le scale per un happy hour o un drink sotto le stelle), night dinner (very night, visto che in
alcuni ristoranti si cena persino a mezzanotte) o eventi quotidiani nella centralissima Piazza Oronzo.

Arroccata su tre colli, Ostuni sorge nella Valle d’ Itria a 218 m sul livello del mare. Dista 42 km da Brindisi e 7 dalla costa adriatica su cui sventola la Bandiera Blu.
Al centro del borgo troneggia la quattrocentesca Cattedrale in stile romanico-gotico su cui spicca un grande rosone a 24 raggi di rara bellezza, costruita nella seconda metà del ‘400 in “pietra docile” su commissione di due sovrani del Regno di Napoli, rispettivamente Ferdinando d’Aragona e Alfonso I. L’interno è riccamente affrescato e ha una particolarità: l’abside è leggermente spostato a sinistra rispetto alla navata centrale, non per errore ma per un atto di devozione a Gesù che, morendo in croce, volse il capo proprio alla sua sinistra.

Quello che sembra marmo pregiato è, invece, un’opera d’arte in gesso e calcestruzzo dipinto. Lungo le navate troneggia la bellissima statua del Salvatore che si addita il costato sanguinante e mostra la ferita dei chiodo nella mano sinistra: estremamente realistica, sofferente eppure forte, capace di affrontare la passione per redimere il mondo. Stupisce ancora oggi l’enorme rosone che simboleggia il Cristo Sole (il più grande d’Italia). Provate a indovinare i “ricami” della pietra nei cerchi concentrici: viti e spighe di grano che riecheggiano i simboli dell’Eucarestia, gli apostoli, un Cristo benedicente, cherubini,   svastiche e rosette.
In piazza Beato Giovanni Paolo II (piazzetta Cattedrale), si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati da una loggia ad arco (arco Scoppa). Al piano terra del Palazzo dell’Episcopio è situato il Museo Diocesano, che conserva ed espone lo straordinario patrimonio storico-artistico della Chiesa ostunese con capolavori di valenza internazionale. Proprio in prossimità della cattedrale Vico Castello ricorda un antico castello del 1148, eretto da Goffredo III e purtroppo in grande parte demolito per costruzioni successive.
Lungo via Cattedrale che divide in due il cuore medievale della città, si trova l’ex Monastero carmelitano sede del Museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale dove è esposto il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa.
Scendete verso il basso, perdendovi tra i vicoletti labirintici della città vecchia si susseguono Chiese e dimore signorili, giungete alle possenti mura aragonesi difensive che hanno visti impegnati messapi e bizantini, normanni, angioini e aragonesi. Mura forti e resistenti, interrotte da cinque porte (oggi ridotte a due, San Demetrio e Porta Nova) ma rinforzate da torrioni che dovevano resistere agli attacchi dal mare e custodire l’antico abitato di Ostuni.
Nell’odierna Piazza della Libertà la Chiesa di San Francesco e l’attiguo convento, sono stati riadattati alle esigenze cittadine e se la chiesa è stata rimaneggiata ma salvaguardata, il convento è stato trasformato nello straordinario Palazzo San Francesco, sede del Comune. Nella piazza, luogo di incontro e teatro di numerosi eventi soprattutto in estate, si trova anche una delle icone cittadine, la barocca Guglia di Sant’Oronzo, realizzata per grazia ricevuta dopo lo scampato pericolo della terribile peste che stava flagellando l’intero regno di Napoli. La devozione della città di Ostuni per il Santo è tangibile anche nel suggestivo Santuario eretto nel ‘600 in contrada Monte Morrone ( a circa quattro chilometri dalla città) dove potrete ammirare la chiesa, la cripta e un tempietto monumentale edificato attorno alla fonte miracolosa in ricordo dell’acqua fatta sgorgare da Sant’Oronzo assetato. Fermatevi ad ammirare il portale della seicentesca Chiesa dello Spirito Santo: recuperato probabilmente da una chiesa precedente (forse Ognissanti) mostra fregi ornamentali che ricordano l’Annunciazione e l’Assunzione della Vergine in cielo.
In corso Vittorio Emanuele troverete il punto più panoramico della città, una terrazza da cui sarà possibile ammirare non solo la Città Bianca ma il vostro sguardo spazierà dai colli al mare su tutta la piana degli ulivi secolari.

La casa vacanze Palazzo Rodio si trova nel centro di Ostuni. Grazie al parcheggio privato avrete la possibilità di lasciare la macchina e visitare Ostuni, la Città Bianca.

Vuoi visitare Ostuni?

Palazzo Rodio è un palazzo ottocentesco situato al centro di Ostuni. Dispone di appartamenti per nuclei di persone da 2 fino a 12 persone. Gli appartamenti sono dotati di i maggiori comfort moderni, come bagno e cucina.