Viaggiare in camper in Puglia

La via Traiana unisce posti meravigliosi, borghi bianchi che brillano sotto i raggi del sole, castelli e musei. Negli occhi l’azzurro del mare e il verde intenso della campagna pugliese.

A novembre, come d’estate, la Puglia è sempre una terra meravigliosa. Qui sembra che le giornate fredde non arrivino mai, il sole e il mare gareggiano in bellezza. Tradizioni secolari sono custodite nelle mura delle città, dove si possono ancora sentire suoni antichi e sapori buoni. Qui la terra è casa di ulivi secolari, che se ne stanno da anni a guardia delle campagne, punteggiate da masserie bianche, dove corti e archi si rincorrono creando ambienti fiabeschi. In questi luoghi si possono fare incontri poetici, con cibi genuini che raccontano tutta la bontà della Puglia. E poi ci sono i borghi e le città, che sono un susseguirsi di immagini e scorci, che fanno bene all’anima e allo sguardo. Dalle pietre bianche delle case di Ostuni, al patrimonio artistico di Carovigno, San Vito dei Normanni e Brindisi, alla scoperta di posti belli.

Ostuni, pennellate bianche

Blu e bianco, un’armonia di colori che fa trovare pace. Il grappolo di case del borgo è di un bianco accecante, le stradine serpeggiano in questo mare candido dipinto a calce, che diventa un labirinto di cortili, antri, scale, gradini e anfratti.

Non si riesce a resistere alla tentazione di avventurarsi senza fretta alla scoperta di questo groviglio di casette, le une a ridosso delle altre, arricchite da corti ed eleganti portoni, da immortalare in uno e più scatti. La cattedrale di Santa Maria Assunta è il cuore pulsante di Ostuni. Una meraviglia in pietra dove spiccano i rosoni e i bassorilievi posti sulla facciata, all’interno si resta invece stupiti dalle tele pregiate che ne ricoprono il soffitto. La statua di Sant’Oronzo è adagiata su un’alta guglia, nella piazza principale, Piazza della Libertà. A pochi passi dalla cattedrale e dalla piazza ecco un tesoro nascosto dove vale la pena trascorrere qualche ora: il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, che rientra nei luoghi della “Via Traiana“.

Nel museo, ospitato nell’ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, con l’annessa chiesa di San Vito Martire, si scopre la gestante più antica del mondo, una giovane ventenne, con il suo copricapo formato da conchiglie, vissuta circa 26.000 anni prima di Cristo, che portava con sé il feto di un piccolo nascituro. Nel percorso museale è ricostruita la sepoltura e il luogo del ritrovamento: la Grotta di Santa Maria d’Agnano, a pochi chilometri da Ostuni, che si raggiunge attraverso un suggestivo percorso naturalistico caratterizzato da ulivi secolari.

Nella grotta, che oggi fa parte di un parco archeologico, per circa 30.000 anni si sono svolti riti e culti dedicati ad un’immagine femminile, forse la Dea Demetra. Nella rete intricata di viuzze di Ostuni si fanno spazio boutique e negozi d’artigianato, dove è un piacere andare alla ricerca dell’oggetto caratteristico da portare a casa. La costa è sorvegliata da antiche torri costiere, completamente immerse in un ambiente dove natura e storia s’intrecciano. Vigneti e uliveti punteggiano il territorio e si distendono tutt’intorno alla città bianca, che appollaiata sulla collinetta sembra quasi brillare sotto il cielo blu. Lasciata la città alle spalle proseguiamo per circa otto chilometri lungo la SS16, per arrivare alla seconda tappa dell’itinerario.

Carovigno e il suo maniero

A guardia del paese, sul punto più alto di Carovigno, sorge il Castello Dentice di Frasso. È la prima cosa che salta agli occhi quando si giunge nel borgo. Tutt’intorno alle sue mura aleggiano echi di storie e leggende, che rivivono con le narrazioni multimediali che vedono come protagonista la contessa Elisabetta Dentice di Frasso che, dal passato, racconta la sua storia e il suo amore per le fiabe e gli animali. A pianta triangolare, con possenti torrioni per ogni vertice, fu fondato dai normanni e venne ampliato e fortificato tra il Quattrocento e il Cinquecento, assumendo nuove forme, tenendo conto delle diverse strategie d’attacco e difesa dell’epoca.

Il torrione a mandorla, posto nella parte nord-est è l’emblema della fortezza e fu costruito nel XVI secolo dai Loffreda, in quegli anni feudatari del paese. Nella torre si nota l’influsso stilistico dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, che in questi anni era impegnato nella costruzione delle piazzeforti di Taranto, Gallipoli, Otranto e Brindisi. Nel corso dei primi anni del Novecento il castello fu dimora della famiglia Dentice di Frasso che avviò interventi di restauro, cercando di riportare l’antico maniero al suo aspetto originario e stabilendosi al suo interno. Oggi è sede della Biblioteca Comunale e del Consorzio di Gestione della Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto e presto ospiterà un Museo Archeologico Civico. Il maniero fa parte del sistema ambientale e culturale promosso dal progetto S.A.C. “La Via Traiana”, che si pone l’obiettivo di realizzare eventi e attività esperienzali, in una parte della provincia di Brindisi. A piccoli passi si va alla scoperta di quest’angolo di Puglia e del suo castello, una gemma dell’entroterra. Nelle sue sale si è avvolti da un’atmosfera surreale e magica che conduce grandi e piccoli in un avvincente viaggio a ritroso nel tempo. Se si ha la fortuna di assistere a una esibizione del Gruppo Sbandieratori Battitori Nzegna di Carovigno, si può fare un altro salto nel passato. La tradizione nasce dall’episodio in cui un pastore, per festeggiare un miracolo ricevuto, allacciò il fazzoletto multicolore a un bastone sventolandolo per le vie del paese in onore della Santissima Vergine Maria. I suoni incalzanti dei tamburi e i colori accesi degli abiti indossati dagli sbandieratori regalano una full immersion nel folklore più genuino. Dieci minuti di strada ci separano da San Vito dei Normanni, a cui si giunge sempre con la SS16.

Dove la tradizione va in scena

Ulivi millenari dipingono il paesaggio di verde e si distendono nelle campagne, dove antiche masserie si dispongono sulla terra rossa. La “Via del mare”, che da San Vito dei Normanni giunge fino a Torre Guaceto, dove c’è un mare splendido, è disseminata da questi silenziosi guardiani del territorio. Giunti nel paese si passeggia tra le viuzze che si diramano da Piazza Leonardo Leo, dominata dal castello medievale, dal Municipio e dalla Chiesa di Santa Maria della Pietà, detta “dell’ospedale”, per l’ospedale di ricovero per viandanti in seguito trasferito e poco distante dalla quattrocentesca Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Proprio alle spalle del palazzo municipale ecco comparire la Chiesa di San Giovanni, prezioso gioiello barocco, oggi sede di eventi culturali e mostre, a pochi passi sorge il Museo della civiltà rurale, che raccoglie utensili e oggetti utilizzati da falegnami e contadini nel corso degli anni, in un percorso che permette di conoscere le radici della città.

Andando a zonzo nel paese si nota come il paesaggio urbano sia caratterizzato dalla rezza, una tenda fatta di listarelle in legno leggermente distanziate tra loro, spesso abbellita da disegni, utilizzata per proteggere la porta di casa dalla pioggia e permettere all’aria fresca di entrare all’interno dell’abitazione. La rezza ha però anche un altro significato, diventa uno schermo che permette di vedere l’esterno senza essere visti. Oggi a San Vito dei Normanni c’è un unico artigiano di rezze ma, per mantenere viva la tradizione, un gruppo di giovani sta promuovendo laboratori didattici dove si insegna a costruire rezze e altri oggetti in legno. Il paese riesce a conservare ancora le sue antiche tradizioni.

Qui la musica è nell’aria, il suono della pizzica si diffonde nelle strade e nella piazza: tamburi e piedi si muovono veloci, raccontando gesti dal sapore lontano. Accanto a gruppi che valorizzano la pizzica c’è anche il circolo mandolinistico del ’34, da cui arrivano le note dei maestri, le stesse note che qualche anno fa erano suonate da alcuni barbieri, per intrattenere le persone quando il negozio non era affollato da clienti. La musica diventa un elemento che unisce e fa rivivere il passato. Riprendendo la SS16, per raggiungere Brindisi dopo una mezz’ora di cammino, si può fare un’altra sosta e visitare la Cripta rupestre di san Biagio, con splendide pareti affrescate con scene cristologiche.

Brindisi, il porto d’Oriente

Il porto naturale a Brindisi è una lingua di terra che si affaccia sul Mare Adriatico, oltre il quale si estende il centro antico, che è tutto un brulicare di ristoranti e locali dove concedersi un caffè con ghiaccio e latte di mandorla, specialità della zona. Arrampicandosi lungo la Scalinata di Virgilio si entra in contatto con la storia. Le colonne romane della Via Appia ne segnano la fine e da sempre sono il punto di riferimento dei naviganti.

Altri simboli della città sono il Forte a mare, che se ne sta sull’isola di Sant’Andrea e si distingue per il colore rosso delle sue pietre e il castello svevo costruito per volere di Federico II. Piazza Duomo è il fulcro di Brindisi, è qui che si può visitare il Museo Archeologico “Francesco Ribezzo”, con la sua bella collezione che abbraccia la Preistoria fino all’età romana. Tante le sculture, i bronzi, le ceramiche e gli oggetti esposti, spesso rinvenuti nelle acque del mare, che hanno consegnato preziose testimonianze del passato. Nel centro storico sorge anche Palazzo Granafei – Nervegna, elegante edificio che ospita uffici e manifestazioni culturali. Nel Rione di San Pietro degli Schiavoni, a una manciata di metri da Piazza Duomo, ci si trova dinanzi alla storia, con i ruderi romani della città e si può andare a zonzo tra resti di un’antica strada, di un complesso termale e di case. Dopo la visita al centro storico, per mettere in ordine tutti i ricordi e le immagini del viaggio da portare a casa, si può passeggiare sul lungomare e riempirsi gli occhi dei colori del mare, che abbraccia la città.

Informazioni utili per il camperista

Come arrivare in camper a Ostuni

L’itinerario si snoda per circa 40 km toccando borghi incantevoli e città di mare. Per arrivare a Ostuni, prima tappa dell’itinerario, bisogna percorrere la E55 per Brindisi – Lecce ed uscire ad Ostuni. Da qui si percorre la SS16 per giungere alle altre destinazioni.

Dove sostare in camper a Ostuni

  • Ostuni: Parcheggio comunale in via Tommasi, sterrato a pagamento dotato di camper service, a due passi dal centro abitato. Sempre aperto. GPS: N 40° 43′ 58.152” E 17° 34′ 52.276”
    Area attrezzata Masseria il Frantoio, SS16 Km 874, nell’Alto Salento, tel. 083/1330276. Circondata dall’incantevole campagna di Ostuni, a pochi chilometri dal mare e dal Parco Regionale “Dune Costiere”, tra Torre Canne e Torre San Leonardo. Dispone di un’area di sosta per 4 veicoli, gratuita se si consuma un pasto in azienda. Attorno alla masseria Il Frantoio, facili sentieri conducono sulle alture, dando la possibilità di passeggiare in pieno relax, ammirando immense distese di ulivi. Apertura annuale. GPS: N 40° 45′ 31.388” E 17° 31′ 18.919”
  • Carovigno: possibilità di sosta, per la visita al centro storico e al maniero, nei pressi del castello Dentice di Frasso, in via Regina Margherita.
  • San Vito dei Normanni: possibilità di parcheggio in Piazza Louviers, alle spalle del comando di Polizia locale. Da qui in dieci minuti di strada si raggiunge il centro. Per la visita alle Grotte di San Biagio si può sostare nei pressi del sito, trattandosi di un luogo che sorge in aperta campagna, Strada Provinciale 38.
  • Brindisi: Punto sosta nel Parking Dalmazia, parcheggio a pagamento in centro, utile per la visita alla città. Sosta notturna su prenotazione, tel. 324/9894348. Apertura annuale. GPS: N 40° 37′ 51.492” E 17° 56′ 17.774” oppure presso l’Area attrezzata Freeland, con  pensilina autobus cittadino accanto all’ingresso. Centro città a 5 km. Aperta tutto l’anno 24h/24, tel. 348/5226900, GPS: N 40° 36′ 6.624” E 17° 57′ 23.615”

Info turistiche

Info via Traiana: tel. 0744/422848, info@laviatraiana.itwww.laviatraiana.it
Ufficio Stampa Sistema Museo, tel. 075/5738105 – 334/1046655, ufficiostampa@sistemamuseo.itwww.sistemamuseo.it
IAT Ostuni, Corso Mazzini, tel. 0831/339627, info.ostuni@viaggiareinpuglia.it
IAT Carovigno, Corso Vittorio Emanuele II, tel. 0831/990958.
Castello Dentice di Frasso, Via Sant’Anna Carovigno, tel. 0831/997213 – 328/3617661, castello.carovigno@libero.it  
Per info su spettacoli del Gruppo Sbandieratori Battitori Nzegna di Carovigno, via Regina Margherita, 67 – 72012 Carovigno tel. 320/2526765.
IAT San Vito dei Normanni, c/o Palazzo dell’Orologio – Piazza Giosuè Carducci tel. 0831/955236 – 0831/955237,  info.sanvitodeinormanni@viaggiareinpuglia.it 
Cripta di San Biagio, tel. 0831/955236 (è opportuno telefonare per concordare la visita).
Casa del Turista, Via Regina Margherita, Brindisi tel. 0831/523072,  info.brindisi@viaggiareinpuglia.it

Si ringraziano per la collaborazione viaggiareinpuglia.it e Daniele Perrone. 

Foto gentilmente concesse da Ufficio Stampa Sistema Museo, Carlos Solito, Mirabilia Sistemi, Leonardo D’Angelo.

Fonte: CamperLife